Perché non sia solo una storia, una delle tante.

8 Novembre 2013 | | Commenti disabilitati

Io, la storia ve la racconto partendo da qui:

 

 

 

Non è solo una questione di naso

8 Novembre 2013 | | Commenti disabilitati

Gli italiani, un popolo dal fiuto sopraffino, sentono la puzza, ma del pesce non distinguono la coda dalla testa.

(Leonardo Bottiglieri, 07 novembre 2013)

Quando si dice la fortuna

8 Novembre 2013 | | Commenti disabilitati

Che posto la città dove sono nato e si mangia anche bene.

(Leonardo Bottiglieri, 03 novembre 2013)

Differenziata

2 Novembre 2013 | | Commenti disabilitati

Peccando di presunzione, ritengo di essere bravissimo nel differenziare i rifiuti.

(Leonardo Bottiglieri, 01 novembre 2013)

Lucarelli su Innocenzi

2 Novembre 2013 | | Commenti disabilitati

 

Sarei molto tentato di credere a ciò che asserisce questa titolata “vegliarda”, nonché, aspirante giornalista, se solo potessi capire cosa ha scritto.

Tic e Tac

26 Ottobre 2013 |  Tagged , , , , , | Commenti disabilitati

Questa notte torneremo all’ora solare; forse, la misura del tempo, è l’unica cosa legale che ci resta, colpisce tutti indistintamente.

(Leonardo Bottiglieri, 26 ottobre 2013)

Terra di lavoro

24 Ottobre 2013 |  Tagged , , , , , , , | Commenti disabilitati

Qualcuno che mi sappia indicare il nome di un politico che, nato a Caserta o nella sua provincia, sia mai salito agli “onori” della politica nazionale o anche, solo regionale? Inoltre, bisognerebbe finirla nell’indicare la “politica” o i politici come l’origine di tutti mali, questo fino a quando la magistratura non dichiarerà pubblicamente di essere “sotto scacco”, ma fino a quel momento, gli unici colpevoli di questo disastro, come di tanti altri, sono e resteranno coloro che hanno ed avevano il controllo del territorio italiano: forze dell’ordine e magistratura nella sua istituzionale e rivendicata, sempre e dovunque, autonomia. Il disastro volontario e/o colposo consumato nei territori che vanno dalla provincia a nord di Napoli fino alla provincia di Latina è l’ennesimo segreto di Pulcinella che, oggi, qualcuno vuole sfruttare nella lungimirante ipotesi di elezioni politiche. Questi territori li conosco bene, li attraverso e li “vivo” da oltre 50 anni, erano luoghi stupendi e, per natura, generosi, non a caso era e, per me, rimane “la terra di lavoro”. Anche in questo, l’autore di Gomorra (?), è stato poco originale. L’espressione “la terra dei fuochi” si deve ai passanti che transitavano lungo la strada detta americana o degli americani, dove le “lucciole” offrivano i loro servizi. Era uso delle signore accendere un pneumatico per essere, nella notte, facilmente individuate dai loro clienti, da qui il soprannome “la strada dei fuochi” che attraversa i territori inquinati. Il passaggio al termine “terra” è stato breve e di sicuro effetto evocativo. Quello che oggi si racconta, su questi luoghi e sulla origine dell’inquinamento, è frutto di scaltro opportunismo. Noi italiani siamo dei veri maestri nel creare ed utilizzare, in un bisogno ancestrale, il “diavolo” e “l’angelo vendicatore”. Figure che hanno, indubbiamente, molta presa sull’immaginario collettivo e riescono, da sempre, a sollecitare, nelle masse, quell’emotività che rende possibile, in Italia, le “silenti rivoluzioni dell’urna”. Non è un caso che nel “Bel Paese” ci siano più maghi, megere e fattucchiere che stregoni in tutta l’Africa. Oggi abbiamo la “Terra dei fuochi”, ieri l’altro il terremoto dell’Irpinia, due catastrofi, una indotta e un’altra naturale, ma tutte e due grandi opportunità per lucrare e, modestamente, abbiamo dimostrato al mondo intero che siamo, almeno in questo, insuperabili. In Irpinia, laddove c’era il nulla, con il post terremoto, si sono costruite ville magnifiche con i contributi piovuti come l’acqua su Longarone, perfetti abusi edilizi, frutto delle “carte apposto” tanto care alla magistratura italiana. Rivolgo un accorato invito, affinché tutti coloro che, interessati alla “questione meridionale” o, più semplicemente, a quella campana, avendo tempo e voglia, si impegnino nello studio, documentandosi, prima di scrivere e parlare. Lo faccio perché so che, un’attenta analisi, scevra da preconcetti, luoghi comuni e superficialità, porterebbe chiunque a valutare gli accadimenti sotto una luce diversa, con più giudizio. Senza umori, senza quell’emotività mediatica e letteraria che ingenerano confusione e pregiudizi.

(Leonardo Bottiglieri, 24 ottobre 2013)

La pancia dei sindacati

21 Ottobre 2013 | | Commenti disabilitati

 

 

 

 

 

 

 

Gli inconsapevoli

20 Ottobre 2013 | | Commenti disabilitati

Succede anche questo. In mattinata, ho incontrato un ingegnere al suo studio al Vomero (quartiere collinare di Napoli) e dopo 8 mesi di assemblee, riunioni, corrispondenza, telefonate e quant’altro, mi dice, in maniera “serafica”, di non sapere di essere stato nominato direttore dei lavori, questo da ben 18 mesi.

(Leonardo Bottiglieri, 18 ottobre 2013)

Al bar

20 Ottobre 2013 | | Commenti disabilitati

L’Italia è come un bar, solo che, una volta entrato, ti servono quello che vogliono: chiedi un caffè amaro e ti rifilano un infuso di cicuta con zucchero di canna.

(Leonardo Bottiglieri, 20 ottobre 2013)


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  • 04 luglio 2011: born to be alive

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